Terapie

Consulenza Psicologica

La consulenza psicologica o counseling psicologico è un intervento che si caratterizza per un numero limitato di incontri, il cui scopo principale è quello di inquadrare la problematica o il disagio emotivo espresso dalla persona, al fine di valutare le possibili strade da intraprendere. La consulenza psicologica può rivolgersi ad una singola persona, ad una coppia o ad una famiglia.

Il primo incontro è un momento di conoscenza e di analisi della domanda. Attraverso ciò che il paziente porta di sé e della sua storia si cerca di comprendere se e come il professionista possa essere d'aiuto. Solitamente gli incontri di consulenza sono dedicati a una valutazione del problema presentato, ad un’eventuale diagnosi (se necessario) e alla condivisione di un progetto d'intervento.

La consulenza ha una durata di circa quattro incontri, utili ad inquadrare la problematica e a fare chiarezza nella confusione che spesso accompagna la persona.

L’obiettivo della consulenza psicologica è proprio quello di rendere la persona consapevole della problematica che porta, indirizzandola in quello che è il percorso più adatto a lei. Al termine dei quattro incontri, la consulenza può evolversi in una vera e propria Psicoterapia con la definizione di obiettivi e di un progetto terapeutico, per entrare più a fondo nel problema e risolverlo, oppure esaurirsi in un inquadramento diagnostico e un feedback sulle caratteristiche dell'individuo, sulle sue risorse e potenzialità, sui suoi punti di debolezza e fragilità.

La consulenza psicologica o counseling psicologico è un intervento che si caratterizza per un numero limitato di incontri, il cui scopo principale è quello di inquadrare la problematica o il disagio emotivo espresso dalla persona, al fine di valutare le possibili strade da intraprendere. La consulenza psicologica può rivolgersi ad una singola persona, ad una coppia o ad una famiglia.

Il primo incontro è un momento di conoscenza e di analisi della domanda. Attraverso ciò che il paziente porta di sé e della sua storia si cerca di comprendere se e come il professionista possa essere d’aiuto. Solitamente gli incontri di consulenza sono dedicati a una valutazione del problema presentato, ad un’eventuale diagnosi (se necessario) e alla condivisione di un progetto d’intervento.

La consulenza ha una durata di circa quattro incontri, utili ad inquadrare la problematica e a fare chiarezza nella confusione che spesso accompagna la persona.

L’obiettivo della consulenza psicologica è proprio quello di rendere la persona consapevole della problematica che porta, indirizzandola in quello che è il percorso più adatto a lei. Al termine dei quattro incontri, la consulenza può evolversi in una vera e propria Psicoterapia con la definizione di obiettivi e di un progetto terapeutico, per entrare più a fondo nel problema e risolverlo, oppure esaurirsi in un inquadramento diagnostico e un feedback sulle caratteristiche dell’individuo, sulle sue risorse e potenzialità, sui suoi punti di debolezza e fragilità.

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è il percorso terapeutico focalizzato su una singola persona che si trova ad attraversare un momento di crisi o di sofferenza emotiva e psicologica.

Attraverso l’ascolto empatico, tecniche di espressività emotiva, sostegno degli stati d’animo della persona e metodologie dell’analisi del profondo, essa mira a fare acquisire al paziente gli strumenti utili a superare l'impasse e fronteggiare la crisi, trasformandola in un’opportunità di crescita.

La persona che inizia un percorso terapeutico è spesso confusa, non riesce a capire quale sia la causa del proprio stato di sofferenza e come trovare sollievo per ristabilire un equilibrio nella propria vita.

La psicoterapia è, dunque, uno spazio di ascolto e di sostegno nel quale il terapeuta lavora con il paziente per individuare la problematica centrale che crea malessere, promuovendo strategie per accrescere il benessere e migliorare la qualità della vita. Il trattamento psicoterapeutico è finalizzato al conseguimento della migliore realizzazione di sé stessi, delle proprie capacità e potenzialità, all’aumento della conoscenza di sé e all'accettazione dei propri limiti, alla riduzione della sofferenza psicologica.

La psicoterapia individuale porta la persona a conoscersi profondamente, attraverso la presa di coscienza della propria storia, delle proprie caratteristiche di personalità, delle proprie dinamiche relazionali ma anche dei propri limiti. Ed è proprio grazie al percorso terapeutico che questi limiti possono essere accettati e trasformati in risorse utili ad oltrepassare la crisi in cui si trova il soggetto.

La psicoterapia è un percorso che può essere intrapreso anche da persone che non soffrono di un disagio in particolare, ma che hanno il desiderio di imparare a conoscersi e rendersi più consapevoli di alcuni aspetti di sé.
La scelta da parte del soggetto e la proposta da parte del terapeuta di iniziare un percorso di psicoterapia è generalmente preceduta da alcuni incontri in cui si cerca di individuare le problematiche e verificare insieme l’opportunità di un percorso di questo tipo.

Esistono molti modelli terapeutici che approcciano alle problematiche con modalità strumenti, tecniche e tempi differenti. Lo strumento principale, comune a tutti gli approcci psicoterapeutici è il colloquio clinico e la terapia verbale. Il nostro modello terapeutico parte dell’imprescindibile legame tra mente e corpo e utilizza, accanto al colloquio, la bioenergetica di Lowen ma anche tecniche di rilassamento, tecniche psico-creative, meditazione attiva, mindfulness.

La motivazione è forse lo strumento più importante che il soggetto porta all’interno della terapia. La persona motivata al cambiamento è di sicuro la persona che più di tutti può realizzarlo!

La psicoterapia individuale è il percorso terapeutico focalizzato su una singola persona che si trova ad attraversare un momento di crisi o di sofferenza emotiva e psicologica.

Attraverso l’ascolto empatico, tecniche di espressività emotiva, sostegno degli stati d’animo della persona e metodologie dell’analisi del profondo, essa mira a fare acquisire al paziente gli strumenti utili a superare l’impasse e fronteggiare la crisi, trasformandola in un’opportunità di crescita.

La persona che inizia un percorso terapeutico è spesso confusa, non riesce a capire quale sia la causa del proprio stato di sofferenza e come trovare sollievo per ristabilire un equilibrio nella propria vita.

La psicoterapia è, dunque, uno spazio di ascolto e di sostegno nel quale il terapeuta lavora con il paziente per individuare la problematica centrale che crea malessere, promuovendo strategie per accrescere il benessere e migliorare la qualità della vita. Il trattamento psicoterapeutico è finalizzato al conseguimento della migliore realizzazione di sé stessi, delle proprie capacità e potenzialità, all’aumento della conoscenza di sé e all’accettazione dei propri limiti, alla riduzione della sofferenza psicologica.

La psicoterapia individuale porta la persona a conoscersi profondamente, attraverso la presa di coscienza della propria storia, delle proprie caratteristiche di personalità, delle proprie dinamiche relazionali ma anche dei propri limiti. Ed è proprio grazie al percorso terapeutico che questi limiti possono essere accettati e trasformati in risorse utili ad oltrepassare la crisi in cui si trova il soggetto.

La psicoterapia è un percorso che può essere intrapreso anche da persone che non soffrono di un disagio in particolare, ma che hanno il desiderio di imparare a conoscersi e rendersi più consapevoli di alcuni aspetti di sé.
La scelta da parte del soggetto e la proposta da parte del terapeuta di iniziare un percorso di psicoterapia è generalmente preceduta da alcuni incontri in cui si cerca di individuare le problematiche e verificare insieme l’opportunità di un percorso di questo tipo.

Esistono molti modelli terapeutici che approcciano alle problematiche con modalità strumenti, tecniche e tempi differenti. Lo strumento principale, comune a tutti gli approcci psicoterapeutici è il colloquio clinico e la terapia verbale. Il nostro modello terapeutico parte dell’imprescindibile legame tra mente e corpo e utilizza, accanto al colloquio, la bioenergetica di Lowen ma anche tecniche di rilassamento, tecniche psico-creative, meditazione attiva, mindfulness.

La motivazione è forse lo strumento più importante che il soggetto porta all’interno della terapia. La persona motivata al cambiamento è di sicuro la persona che più di tutti può realizzarlo!

Psicoterapia di Coppia

La psicoterapia di coppia è un percorso che si rivolge al legame fra due partner che condividono la scelta di una relazione e che attualmente stanno attraversando un periodo di crisi.

Si focalizza sulla relazione ed è un percorso teso a individuare le dinamiche disfunzionali, attuate da entrambi i membri della coppia, che creano spesso conflittualità, sofferenza e disagio.

La psicoterapia di coppia si configura come uno spazio neutro e protetto all’interno del quale poter esprimere, attraverso l’aiuto di una persona competente (il terapeuta), le proprie emozioni, le proprie visioni del mondo e dell’altro, il proprio vissuto spesso nascosto, sconosciuto o taciuto.

Attraverso la psicoterapia di coppia i partner possono acquisire nuovi modi di comunicare, un nuovo senso del “noi” e ricreare un clima di sicurezza, fiducia e amore reciproco.

Se la coppia è motivata a mettersi in gioco, attraverso la psicoterapia di coppia è possibile trovare nuove modalità di interazione e di comunicazione più efficaci, evitando di cadere nelle trappole in cui involontariamente si cade e che portano al fallimento di una sana comunicazione e al conflitto.

La psicoterapia di coppia è utile anche nel caso in cui la coppia abbia deciso di separarsi, per evitare di agire o reiterare tutta quella serie di dinamiche distruttive che lasciano spesso entrambi i partner senza energia, alle prese con una sensazione di vuoto e solitudine e in uno stato di profonda sofferenza.

La psicoterapia di coppia è un percorso che si rivolge al legame fra due partner che condividono la scelta di una relazione e che attualmente stanno attraversando un periodo di crisi.

Si focalizza sulla relazione ed è un percorso teso a individuare le dinamiche disfunzionali, attuate da entrambi i membri della coppia, che creano spesso conflittualità, sofferenza e disagio.

La psicoterapia di coppia si configura come uno spazio neutro e protetto all’interno del quale poter esprimere, attraverso l’aiuto di una persona competente (il terapeuta), le proprie emozioni, le proprie visioni del mondo e dell’altro, il proprio vissuto spesso nascosto, sconosciuto o taciuto.

Attraverso la psicoterapia di coppia i partner possono acquisire nuovi modi di comunicare, un nuovo senso del “noi” e ricreare un clima di sicurezza, fiducia e amore reciproco.

Se la coppia è motivata a mettersi in gioco, attraverso la psicoterapia di coppia è possibile trovare nuove modalità di interazione e di comunicazione più efficaci, evitando di cadere nelle trappole in cui involontariamente si cade e che portano al fallimento di una sana comunicazione e al conflitto.

La psicoterapia di coppia è utile anche nel caso in cui la coppia abbia deciso di separarsi, per evitare di agire o reiterare tutta quella serie di dinamiche distruttive che lasciano spesso entrambi i partner senza energia, alle prese con una sensazione di vuoto e solitudine e in uno stato di profonda sofferenza.

Psicoterapia di Gruppo e Gruppi Esperienziali di Crescita Personale

Il gruppo, come viene inteso nella Psicoterapia Umanistica, è sempre un gruppo d’incontro dal quale si può fare una profonda esperienza di crescita personale attraverso o con la scusa dell’Altro!

All’interno della stanza dove avviene l’incontro si crea un caleidoscopio di emozioni in cui si viene proiettati in una sala degli specchi, dove diventa possibile confrontarsi con più consapevolezza con sé stessi, ricevendo nuovi stimoli dall’incontro con gli altri.

Il gruppo d’incontro è finalizzato alla conoscenza di un sé autentico ed emozionato, per sviluppare le proprie risorse personali e accrescere il livello di qualità della vita.

Il clima di fiducia e di accettazione che il gruppo crea naturalmente costituisce la base per l’esplorazione dei vissuti emotivi spesso inascoltati ed inespressi.

La condivisione ed il confronto fra i partecipanti favoriscono il processo di autoconsapevolezza circa bisogni, desideri, potenzialità e risorse rimaste sopite.

Nella dimensione sociale del gruppo ci si accorge che anche altri vivono le nostre stesse paure e grazie all’ascolto dell’altrui esperienza è possibile prendere in considerazione nuovi punti di vista.

Il gruppo esperienziale è un’occasione per incontrare sé stessi e gli altri al di là degli schemi e delle paure che quotidianamente imprigionano la creatività e l’autenticità della persona.

Cornice teorica di riferimento è la Psicologia Umanistica Integrata, e le tecniche utilizzate afferiscono alla Psicocreatività, Bioenergetica, Mindfulness, Training Autogeno e Meditazione attiva, con l’obiettivo di risvegliare risorse ed energie, sviluppare autostima e creatività nel proprio ritmo esistenziale, saper comunicare, sentirsi protagonisti nel qui e ora.

Partendo dal corpo e dai suoi bisogni è possibile ottenere l’integrità psicofisiologica tra mente e corpo, requisito essenziale per il benessere personale e l’autorealizzazione.

Durante gli incontri vengono proposti esercizi corporei per entrare in contatto con il proprio sentire attraverso lo sguardo, il respiro, il movimento, la voce. Incontrare gli occhi dell’altro e poter condividere il proprio vissuto emotivo, potenzia il processo di consapevolezza e autoriconoscimento, stimolando una presa di coscienza più attiva delle proprie dinamiche relazionali e caratteristiche personali.

Il gruppo, come viene inteso nella Psicoterapia Umanistica, è sempre un gruppo d’incontro dal quale si può fare una profonda esperienza di crescita personale attraverso o con la scusa dell’Altro!

All’interno della stanza dove avviene l’incontro si crea un caleidoscopio di emozioni in cui si viene proiettati in una sala degli specchi, dove diventa possibile confrontarsi con più consapevolezza con sé stessi, ricevendo nuovi stimoli dall’incontro con gli altri.

Il gruppo d’incontro è finalizzato alla conoscenza di un sé autentico ed emozionato, per sviluppare le proprie risorse personali e accrescere il livello di qualità della vita.

Il clima di fiducia e di accettazione che il gruppo crea naturalmente costituisce la base per l’esplorazione dei vissuti emotivi spesso inascoltati ed inespressi.

La condivisione ed il confronto fra i partecipanti favoriscono il processo di autoconsapevolezza circa bisogni, desideri, potenzialità e risorse rimaste sopite.

Nella dimensione sociale del gruppo ci si accorge che anche altri vivono le nostre stesse paure e grazie all’ascolto dell’altrui esperienza è possibile prendere in considerazione nuovi punti di vista.

Il gruppo esperienziale è un’occasione per incontrare sé stessi e gli altri al di là degli schemi e delle paure che quotidianamente imprigionano la creatività e l’autenticità della persona.

Cornice teorica di riferimento è la Psicologia Umanistica Integrata, e le tecniche utilizzate afferiscono alla Psicocreatività, Bioenergetica, Mindfulness, Training Autogeno e Meditazione attiva, con l’obiettivo di risvegliare risorse ed energie, sviluppare autostima e creatività nel proprio ritmo esistenziale, saper comunicare, sentirsi protagonisti nel qui e ora.

Partendo dal corpo e dai suoi bisogni è possibile ottenere l’integrità psicofisiologica tra mente e corpo, requisito essenziale per il benessere personale e l’autorealizzazione.

Durante gli incontri vengono proposti esercizi corporei per entrare in contatto con il proprio sentire attraverso lo sguardo, il respiro, il movimento, la voce. Incontrare gli occhi dell’altro e poter condividere il proprio vissuto emotivo, potenzia il processo di consapevolezza e autoriconoscimento, stimolando una presa di coscienza più attiva delle proprie dinamiche relazionali e caratteristiche personali.

Il lavoro sul corpo: Mindfulness, Meditazione Attiva e Training Autogeno

Il lavoro sul corpo ispirato soprattutto dalle teorie e alle esperienze di Reich e di Lowen è centrato sull’assunto che noi siamo un’unità funzionale ed energetica mente - soma, “non abbiamo un corpo” ma “siamo il nostro corpo”, espressione della nostra vitalità, del nostro passato, del nostro presente e della nostra esperienza personale e interpersonale, delle nostre consapevolezze, dei nostri processi inconsci, dei nostri moti e delle nostre emozioni.

In particolare l’uomo è un’unità, in cui la mente e il corpo sono interferenti sia nell’espansione che nella contrazione. Pertanto, nel processo psicoterapeutico, si usano tecniche specifiche per superare blocchi e tensioni emotive, associati a tensioni croniche muscolari.

Si interviene dunque tanto sul piano verbale quanto su quello corporeo, cercando di rafforzare il contatto con la terra (grounding), intensificando la vibrazione naturale del corpo e approfondendo la respirazione.

Partendo da questa concezione dell’individuo, utilizziamo il corpo in terapia anche attraverso mindfulness, meditazione attiva e training autogeno.

Mindfulness:
una tra le possibili definizioni di mindfulness (consapevolezza) di Jon Kabat-Zinn è “Ciò che emerge quando prestiamo attenzione, con intenzione, al momento presente, in modo non giudicante”.
Ciò significa mantenere consapevolezza e attenzione al momento presente e quindi nel qui ed ora. Questo concetto semplice e, al contempo profondo, deriva dagli insegnamenti secolari del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, ma solo dagli anni settanta questo insegnamento sbarca in Occidente per opera appunto del dott.  Jon Kabat-Zinn.
Utilizziamo tecniche di mindfulness quali il rilassamento indotto, respirazione consapevole, check-up corporeo, tensione e distensione muscolare, consapevolezza corporea nel qui ed ora, sia durante il processo di psicoterapia individuale che, soprattutto, nei gruppi.
In questi ultimi la presenza degli altri, la condivisione di una esperienza così profonda, la possibilità di interagire e scambiarsi i vissuti attraverso lo sguardo e l’emozione di qualcun altro, potenziano il fenomeno della consapevolezza e arricchiscono il processo di crescita personale.

Il lavoro sul corpo ispirato soprattutto dalle teorie e alle esperienze di Reich e di Lowen è centrato sull’assunto che noi siamo un’unità funzionale ed energetica mente – soma, “non abbiamo un corpo” ma “siamo il nostro corpo”, espressione della nostra vitalità, del nostro passato, del nostro presente e della nostra esperienza personale e interpersonale, delle nostre consapevolezze, dei nostri processi inconsci, dei nostri moti e delle nostre emozioni.

In particolare l’uomo è un’unità, in cui la mente e il corpo sono interferenti sia nell’espansione che nella contrazione. Pertanto, nel processo psicoterapeutico, si usano tecniche specifiche per superare blocchi e tensioni emotive, associati a tensioni croniche muscolari.

Si interviene dunque tanto sul piano verbale quanto su quello corporeo, cercando di rafforzare il contatto con la terra (grounding), intensificando la vibrazione naturale del corpo e approfondendo la respirazione.

Partendo da questa concezione dell’individuo, utilizziamo il corpo in terapia anche attraverso mindfulness, meditazione attiva e training autogeno.

Mindfulness:
una tra le possibili definizioni di mindfulness (consapevolezza) di Jon Kabat-Zinn è “Ciò che emerge quando prestiamo attenzione, con intenzione, al momento presente, in modo non giudicante”.
Ciò significa mantenere consapevolezza e attenzione al momento presente e quindi nel qui ed ora. Questo concetto semplice e, al contempo profondo, deriva dagli insegnamenti secolari del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, ma solo dagli anni settanta questo insegnamento sbarca in Occidente per opera appunto del dott.  Jon Kabat-Zinn.
Utilizziamo tecniche di mindfulness quali il rilassamento indotto, respirazione consapevole, check-up corporeo, tensione e distensione muscolare, consapevolezza corporea nel qui ed ora, sia durante il processo di psicoterapia individuale che, soprattutto, nei gruppi.
In questi ultimi la presenza degli altri, la condivisione di una esperienza così profonda, la possibilità di interagire e scambiarsi i vissuti attraverso lo sguardo e l’emozione di qualcun altro, potenziano il fenomeno della consapevolezza e arricchiscono il processo di crescita personale.

Meditazione Attiva:
quando si pensa alla meditazione fioriscono nella nostra mente immagini di calma, stasi, posizioni sedute o in cerca di equilibrio, silenzio.
Ma meditare vuol dire anche altro. Significa rendersi un osservatore attento e consapevole dei propri vissuti, emozioni, pensieri e stati d’animo senza giudicarli.
Significa tornare a casa dentro il proprio Sé intimo e profondo, al centro della propria essenza, consapevoli di chi siamo nel qui ed ora con i nostri limiti e i nostri bisogni.
Per farlo, a volte, occorre scuotere, contrarre i muscoli e stenderli, saltare, dimenarsi, esprimere rabbia, dolore, tristezza, frustrazione, emozioni intrappolate.
Solo così possiamo tornare ad essere liberi e silenziosi, godendo del piacere della nostra solitudine. La Meditazione Attiva è una disciplina che combina lavoro sul corpo e meditazione, usa il movimento per arrivare alla connessione con sé stessi, permettendo di entrare in contatto con la propria esperienza emotiva e corporea senza mediazione del giudizio, in maniera autentica, spontanea, a volte genuinamente fanciullesca.
Aiuta a conoscere e “danzare” le proprie emozioni. L’esperienza di questo tipo di metodologia, soprattutto nei gruppi d’incontro, crea una possibilità di sprigionare la propria energia, appropriandosene e servendosene per riscoprire il piacere di volersi bene così come si è.

Training Autogeno:
è una tecnica di rilassamento utile alla gestione dello stress e delle emozioni, un metodo che ognuno può apprendere e utilizzare anche autonomamente, caratterizzato da un protocollo specifico e graduale che consente di riprodurre delle reali modifiche fisiologiche e psicologiche, andando ad agire sul sistema neurovegetativo e sulla consapevolezza del proprio corpo.
Creato negli anni ‘20 da Schultz, si basa sull’idea che i processi mentali possono provocare non solo modificazioni patologiche dell’organismo (es. malattie psicosomatiche), ma anche modificazioni positive che sono in grado di riportare armonia in funzioni organiche e psicologiche alterate.
Attraverso la ripetizione sistematica, l’esercizio costante e l’allenamento, è possibile ottenere sempre più consolidate risposte di distensione e calma, andando a influenzare determinate regioni remote del corpo, apparentemente inarrivabili, che diventano così accessibili.
Il Training autogeno è un valido supporto in terapia perché ci aiuta a ritrovare fiducia in noi stessi, consapevolezza e serenità nei periodi di nervosismo, stress, insonnia e ansia, aiutandoci a conoscerci intimamente e ritrovare la giusta qualità di vita.

Meditazione Attiva:
quando si pensa alla meditazione fioriscono nella nostra mente immagini di calma, stasi, posizioni sedute o in cerca di equilibrio, silenzio.
Ma meditare vuol dire anche altro. Significa rendersi un osservatore attento e consapevole dei propri vissuti, emozioni, pensieri e stati d’animo senza giudicarli.
Significa tornare a casa dentro il proprio Sé intimo e profondo, al centro della propria essenza, consapevoli di chi siamo nel qui ed ora con i nostri limiti e i nostri bisogni.
Per farlo, a volte, occorre scuotere, contrarre i muscoli e stenderli, saltare, dimenarsi, esprimere rabbia, dolore, tristezza, frustrazione, emozioni intrappolate.
Solo così possiamo tornare ad essere liberi e silenziosi, godendo del piacere della nostra solitudine. La Meditazione Attiva è una disciplina che combina lavoro sul corpo e meditazione, usa il movimento per arrivare alla connessione con sé stessi, permettendo di entrare in contatto con la propria esperienza emotiva e corporea senza mediazione del giudizio, in maniera autentica, spontanea, a volte genuinamente fanciullesca.
Aiuta a conoscere e “danzare” le proprie emozioni. L’esperienza di questo tipo di metodologia, soprattutto nei gruppi d’incontro, crea una possibilità di sprigionare la propria energia, appropriandosene e servendosene per riscoprire il piacere di volersi bene così come si è.

Training Autogeno:
è una tecnica di rilassamento utile alla gestione dello stress e delle emozioni, un metodo che ognuno può apprendere e utilizzare anche autonomamente, caratterizzato da un protocollo specifico e graduale che consente di riprodurre delle reali modifiche fisiologiche e psicologiche, andando ad agire sul sistema neurovegetativo e sulla consapevolezza del proprio corpo.
Creato negli anni ‘20 da Schultz, si basa sull’idea che i processi mentali possono provocare non solo modificazioni patologiche dell’organismo (es. malattie psicosomatiche), ma anche modificazioni positive che sono in grado di riportare armonia in funzioni organiche e psicologiche alterate.
Attraverso la ripetizione sistematica, l’esercizio costante e l’allenamento, è possibile ottenere sempre più consolidate risposte di distensione e calma, andando a influenzare determinate regioni remote del corpo, apparentemente inarrivabili, che diventano così accessibili.
Il Training autogeno è un valido supporto in terapia perché ci aiuta a ritrovare fiducia in noi stessi, consapevolezza e serenità nei periodi di nervosismo, stress, insonnia e ansia, aiutandoci a conoscerci intimamente e ritrovare la giusta qualità di vita.

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